LUNIGIANA – Un bando per salvare il bovino pontremolese

PONTREMOLI (MS) – Un bando per salvare l’antica razza pontremolese un tempo fondamentale per il trasporto dei pregiati marmi delle apuane dalle cave al porto. Oggi è a rischio estinzione. E con lei un pezzo della storia agricola e zootecnica apuo-lunigianese. Sono circa una cinquantina i bovini pontremolesi rimasti a ricordarci l’importanza di una razza che è sempre stata al centro dell’attività agricola e della vita lunigianese. Nel 1940 erano circa 15mila gli esemplari, quarant’anni dopo erano appena tredici. Il bando promosso dall’Unione dei Comuni della Lunigiana si inserisce nell’ambito di un’azione di rilancio e valorizzazione della specie iniziata già nel 2011 quando decise di acquistare dieci esemplari. Da lì è cominciata l’avventura, ponendo i bovini all’interno del centro pilota di Matteo Tonelli, a San Terenzo Monti, comune di Fivizzano. Il bando prevede che quindici di questi esemplari saranno posti a disposizione per essere affidati in comodato d’uso ad allevatori e imprenditori della zona, con lo scopo di tutelare la biodiversità, di dare un’opportunità importante a professionisti della zona e di esaltare le potenzialità della specie.

A comunicare l’opportunità agli allevatori della Provincia di Massa Carrara è Coldiretti che plaude all’iniziativa dell’Unione dei Comuni. Coldiretti metterà a disposizione degli allevatori i propri uffici per fornire informazioni e spiegazioni in merito al bando che può essere scaricato sul sito al seguente link http://www.unionedicomunimontanalunigiana.it/index.php/avviso-pubblico-di-invito-alla-presentazione-di-manifestazioni-di-interesse-volte-allottenimento-di-affidamento-in-comodato-duso-di-capi-di-bovino-pontremolese/.

Chi si aggiudicherà il bando otterrà i capi in comodato d’uso gratuito per cinque anni, e gli eventuali nuovi nati rimarranno di proprietà dell’allevatore. Gli allevatori dovranno rispondere a determinate caratteristiche, come il possesso di strutture per ricovero e cura di animali, di una struttura destinata alla mungitura e un’estensione minima di dieci ettari. Gli obiettivi portati avanti riguardano la tutela della biodiversità e dare un’opportunità economica agli allevatori locali.

fonte: Coldiretti Massa-Carrara

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